Viburno

Categoria: Ornamentale

Il Viburnum lantana appartiene al genere delle Caprifoliacee. Il genere comprende specie originarie dell'Asia e dell'Europa, sempreverdi o a foglia caduca. Il V. lantana è un arbusto che arriva anche all'altezza di 5 m, a foglia caduca. Le foglie sono pelose, ovate, dentate ed in autunno passano dal grigio-verde al colore rosso acceso. I fiori sono di colore bianco, piccoli e tutti della medesima dimensione, raggruppati in cime terminali globose. La fioritura in genere inizia a maggio. I frutti, a maturità, sono neri, non eduli per l'uomo, anche se non velenosi, molto appetiti dagli uccelli.

Il legno del viburno viene usato per realizzare le pipe.

Esposizione: da mezza ombra a pieno sole

Terreno: fertile, ben drenato, umido

Concimazione: primaverile, di tipo organo-minerale

Irrigazioni: frequenti, soprattutto nell'anno di messa a dimora

Messa a dimora: trapianto.

Oidio

Malattie

L'oidio è una malattia provocata dal fungo Uncinula spp. della famiglia delle Erisifaceae.

Chiamato anche "mal bianco", l'oidio si manifesta con macchie pulverulente grigio-biancastre che ricoprono gli organi verdi della pianta, con una graduale decolorazione della foglia, che prima ingiallisce e successivamente si secca.

Il micelio fungino, provvisto di speciali organi chiamati austori che penetrano nelle cellule, si sviluppa esternamente sulle pareti aeree dell’ospite, sulle quali forma la muffa, costituita da conidi, organi di riproduzione durante la stagione favorevole. La conservazione del fungo da un anno all’altro avviene per mezzo di spore ibernanti o come micelio negli organi colpiti.
L’oidio, pur essendo favorito dall’umidità si può sviluppare anche in assenza di particolari condizioni di umidità o, addirittura, di asciutto. Anche la temperatura non ha una grande influenza, le Erisifacee infatti cominciano la loro attività già con temperature relativamente basse, inoltre non sono disturbate da quelle elevate.
Le parti più colpite sono le foglie, ma anche gli altri organi vegetali, come fusti e fiori, sono spesso sede del parassita. Le foglie si accartocciano e si seccano, i rami si deformano. Gli oidi hanno una vasta "scelta" di piante ospiti, che vanno dalle specie erbacee a quelle arboree.

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