Indivia

Categoria: Orto

L'indivia (Cichorium endivia) (dal greco entýbion; pronunciato "endívion") è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

L'Indivia comprende due sottospecie:

- Indivia scarola (Cichorium endivia latifolium) a foglie intere che si ripiegano verso il germoglio centrale;

- Indivia ricciuta (Cichorium endivia crispum) a foglie ricce profondamente frastagliate.

Tra le varietà d'indivie più coltivate abbiamo:. Riccia di Lusia, Riccia d'Italia, Mantovana, Riccia d'inverno, Grossa di Poncalieri, Riccia Cuore d'oro, Wallone.

Tra le scarole le più diffuse sono: Verde a cuore pieno, Bionda a cuore pieno, Bubikopf, Gigante degli ortolani, Bianca di Napoli, Centofoglie di Spotorno

La parte utilizzata per uso alimentare è il "cespo" - la rosetta di foglie che coronano il brevissimo fusto e che nell'accrescimento si sovrappongono e si serrano in un grumolo - detto cuore, più o meno compatto.

L'imbianchimento è una tecnica utilizzata per eliminare il sapore amarognolo dell'indivia e per renderla più croccante: si esegue raccogliendo le foglie di ogni cespo e legandole con un filo di rafia. Quando la pianta ha raggiunto un apprezzabile sviluppo, possono essere necessarie due legature: una in alto ed una in basso.

L'indivia riccia si consuma giovane come insalata da taglio, la scarola si utilizza anche cotta.

Coltivazione: l'indivia predilige un clima temperato; dimostra una discreta resistenza al freddo

Messa a dimora: si semina in semenzaio; le piantine si mettono a dimora quando hanno quattro o cinque foglie. Le prime semine si fanno a gennaio, poi si semina ogni venti giorni per avere un raccolto continuo. Nei mesi estivi si semina direttamente sul posto

Irrigazioni: frequenti ma un eccesso idrico può favorire il marciume delle foglie e del colletto

Raccolta: dall'autunno-inverno e all'inizio primavera man mano che i cespi hanno raggiunto una dimensione idonea alla varietà di appartenenza.

Peronospora

Malattie

Si manifesta con macchie rotondeggianti o irregolari sulla pagina superiore delle foglie e sviluppa una muffa bianca o grigia sulla pagina inferiore in corrispondenza delle macchie. Le foglie seccano parzialmente o del tutto. Questi funghi vivono nell’interno dei tessuti delle foglie entro le quali penetrano attraverso gli stomi dando origine alle macchie. La muffa è costituita dai corpi fruttiferi del fungo, detti conidiofori, che assicurano la disseminazione della specie. Col procedere della stagione si ha la formazione degli organi riproduttivi, le oospore, che essendo resistenti alle avversità atmosferiche, assicurano la perpetuazione della specie da un anno all’altro, per lo più nel terreno. Come risultato dell’attacco delle peronospore si ha la decolorazione, l’imbrunimento e il disseccamento delle parti verdi colpite. In alcuni casi si rendono evidenti anche caratteristiche ipertrofie. La Peronospora è favorita dalle piogge o dalle irrigazioni che lasciano acqua sulla vegetazione e da temperature primaverili. Sono prevalentemente colpite piante orticole, floricole e la vite.

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